Cotonium cresceva bene

Prima di diventare nel 1955 città Codogno ha origini antiche risalenti all'Impero Romano. Sembra che a fondare la città fu un console romano di nome Cotta che col suo esercito decise di accamparsi nel luogo dove ora sorge la città. Erano terre inospitali con paludi e aria malsana che nel corso dei secoli furono occupate da Galli e vari popoli in emigrazione. Bonificato il territorio circostante dalle paludi divenne terreno fertile per l'agricoltura e sorsero cascinali e per irrigare i campi vennero scavati vari canali tutt'ora presenti. Oltre all'agricoltura fu fiorente anche l'industria casearia con la nascita del Grana Padano e di vari latticini esportati in tutto il Mondo partendo dalla cooperazione con la vicina città di Piacenza che in tempi remoti si poteva raggiungere in barca seguendo le rive del lago Gerundio formato dalle acque dei fiumi Adda e Po. Il centro divenne sempre più ampio anche perchè per fuggire al caro vita molti Milanesi decisero di mettere le radici a Codogno dove sorsero numerose villette signorili

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    Fiorenti le industrie tra le quali la MTA Italy e la Pellini S.p.A.

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    Il parco delle Rimembranze in tempi remoti

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    Un tempo a Codogno sorgeva un castello

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    Il centro cittadino in tempi remoti

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    Vista aerea del Codogno Circuit

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    Patrono di Codogno è San Biagio

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    Tra i vari sport uno dei più seguiti a Codogno è il Baseball

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    Dalla Mela Cotogna l'ottima gelatina di Codogno

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    Un tempo a Codogno sorgeva il lago Gerundio

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1976: un sogno sportivo made in Codogno

Era il 10 ottobre 1976 quando parte di Codogno si trasferisce sul campo da baseball in viale della Resistenza per assistere al quarto decisivo incontro valevole per il titolo di Campione d'Italia serie A. Il campo è gremito e la tribuna a tubi intelligenti scricchiola ma tiene bene il peso dei tifosi. Sul monte di lancio Codognese è il Cè Grecchi mentre per il Comello lancia Malarola che tiene a 0 le mazze bollenti Codognesi fino all'8° inning quando entra Malusich. Siamo sul 2-4 e sale sulla pedana per battere il giovane Beppe Carelli con basi piene. Dopo 3 ball e 2 strike Malusich tenta l'eliminazione ma per un fattore fisico di traiettoria la mazza del Beppe incontra la pallina che vola tra lo sguardo attento del Sello e di Fraschetti. Vola vola vola e va fuori campo. Attoniti gli avversari vedono il Beppe che corre tra grida e applausi vari verso casa base preceduto da 3 compagni alle 17:00 tra lo stupore dei Friulani. E' festa grande e se ne accorgono in Codogno anche chi non era al campo dato che di punta in bianco il Giangia organizza un carosello di auto fino a notte fonda e poi a mangiarsi un cornetto al Cornali o una pizza al Park Club.

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    1976:Apoteosi a Codogno

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    Il Beppe nel 2006 a Codogno

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    La pallina che diede il titolo Italiano al Codogno Baseball nel 1976

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    La maglia del Codogno 1976

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    Il manifesto storico

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    Cimeli storici classe 1976

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    I ragazzi che nel 1976 fecero l'impresa a Codogno

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Una piccola grande Famiglia Cudugnina

Codogno pur con i suoi oltre 16.000 abitanti rimarrà sempre una piccola grande famiglia in cui ci conosciamo quasi tutti ritrovandoci nel centro cittadino specialmente nel corso della bella stagione. Come la Pro Loco e l'Amministrazione Comunale premiò l'intera Cittadinanza per la sua resilienza e legame di Comunità con il Benemerito Codognese 2021 ricorda anche suoi o sue cittadine illustri. E' il caso della Signorina Paola Dragoni giunta alla bellissima età di 100 anni e ricordata con una festa a lei dedicata con la presenza anche dell'attuale Sindaco di Codogno Francesco Passerini. La Signorina era evidentemente emozionata da tanto affetto

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    2021 : Benemerito Codognese alla Comunità Resiliente di Codogno

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    Festa per i 100 anni della Signorina Paola Dragoni

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Da Codogno...per non dimenticare

Era la mattina del 21 febbraio 2020 quando iniziò un periodo da incubo per noi di Codogno. Improvvisamente tutto fu chiuso e approvvigionarsi di mascherine fu veramente difficile. Non si trovavano ne in Farmacia ne negli Ipermercati. Eppure quelle mascherine erano indispensabili per uscire. Senza si rischiava di ammalarsi di Covid e una volta ricoverati non sapere dove si veniva trasferiti o se si sopravviveva. In oltre 200 non ritornarono a casa e le casse contenenti i loro poveri resti rimasero per qualche tempo chiuse nelle chiese dato che erano vietati pure i funerali. Il Sindaco Francesco Passerini che ordinò la chiusura venne pressato sia dalla Regione Lombardia che da Roma per aver secondo loro preso un provvedimento drastico e la pressione cresceva anche presso i Commercianti e le fabbriche della zona Industriale tra cui MTA Italy impossibilitate a consegnare ai clienti i loro prodotti. Pian piano che si andava avanti la situazione migliorò gradualmente ma non troppo. Le mascherine le acquistai su Amazon.it quando fu consentito ai corrieri di fare le consegne in sicurezza. Si ruppe pure per me e mia madre il rapporto Cliente-Fornitore con Scala Acqua e Vini dato che non potevo rischiare di infettare la mia anziana madre che quando uscivo di casa pur con una mascherina da lavoro acquistata all'Iper Famila Codogno a novembre 2019 ero anche io insicuro e appena possibile la sostituì con quelle chirurgiche prima e le SP2 più protettive dopo. In centro Codogno non si muoveva anima viva tranne qualche persona che doveva andare in farmacia o ad approvvigionarsi di generi alimentari. La Polizia Locale faceva la Ronda in auto con megafoni per consigliare di uscire solo in casi di emergenza. Chi veniva ricoverato poi non vedeva più i suoi cari fino a quando veniva dimesso perfettamente guarito dal Virus. Dopo quell'esperienza gravosa si è deciso ogni anno il 21 febbraio di commemorare i caduti sia al Cimitero sia presso il monumento posto vicino alla sedee della Croce Rossa e così si farà anche nel 2026 il 21 febbraio.

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    21 febbraio 2020:Inizia l'incubo per Codogno

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    Strade deserte

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    Non si trovavano le Mascherine

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    Aziende in ginocchio

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    Un Sindaco coraggioso ma quanto stress sulle sue spalle 

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    21 febbraio 2021:Codogno ricorda e così sempre nel futuro il 2020

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    Picchetto d'onore al monumento ai caduti per Covid a Codogno

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    Come non dimenticare quei morti a Codogno?

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    Anche da Vò una delegazione a Codogno il 21 febbraio 2026

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Terra di Fiumi:La classe Operaia onora Eugenio Castellotti

Eugenio Castellotti nato nel 1930 nell'Agricola Lodi fu uno die piloti più iconici e veloci degli anni '50. Perso il padre in età troppo giovane ne ereditò una fortuna e spinto dalla voglia di correre convinse la madre a comprarle una Ferrari. Con questa corse in gare minori dove però mise in luce le sue qualità tanto che osservatori lo segnalarono a Enzo Ferrari il quale lo volle nel suo team di Formula 1 ma corse e vinse anche una memorabile 1000 Miglia sotto acqua battente nel 1956. Purtroppo trovò la morte a soli 26 anni il 14 marzo 1957 mentre stava provando una Ferrari sul circuito di Modena. Per tenerne vivo il ricordo a Lodi un gruppo di appassionati creò la Scuderia Eugenio Castellotti 30 anni fa. Nel trentennale in accordo con Terra di Fiumi hanno voluto organizzare un Tour sportivo gastronomico con auto d'epoca partendo il 22 marzo 2026 da Codogno dove nella centrale Piazza F.lli Cairoli si sono radunati ben 97 equipaggi provenienti da tutta Italia con auto che erano soliti vedere su strada i nostri nonni e i nostri padri ma anche chi come me nacque negli anni 60. Non erano presenti le Ferrari ma forse nella prossima edizione i dirigenti sapranno colmare questa lacuna. Il raduno è iniziato il mattino presto per poi ripartire per il Tour comprensivo anche di prove di regolarità anche nel perimetro della MTA italia a Codogno per poi fare una sosta pranzo a Somaglia o anche a Codogno e ritrovarsi il pomeriggio sempre a Codogno in piazza Cairoli per le sfide finali a Cronometro in un circuito tipo Indianapolisi in piccolo attorno alla centrale Loggia del Mercato Coperto. Al termine delle prove le Premiazioni e i saluti a prossimi appuntamenti agonistici e culinari per Terra di Fiumi

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    Manifesto Ufficiale

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    Evento di Terra di Fiumi 

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    In ricordo di Eugenio Castellotti

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    A Codogno una FIAT classe 1926

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    Splendida Alfa Romeo SZ

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    Lancia Fulvia HF in ricordo di sandro Munari

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    Impegnati a Cronometro 

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    Equipaggio vincente del Trofeo Terra di Fiumi

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    Arrivederci alle prossime edizioni

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